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Quadro regolatorio

Quadro regolatorio

1. Normativa di riferimento

Il settore dei servizi pubblici locali a rilevanza economica è stato oggetto del referendum del 12-13 giugno 2011 che ha disposto l’abrogazione di due norme di interesse per le attività del Gruppo,  abrogazione che è divenuta operativa con l’emanazione dei decreti del Presidente della Repubblica 18 luglio 2011, n. 113 e n. 116.

Attraverso la soppressione dell’art. 23bis della legge 6 agosto 2008, n. 133, come modificato dall’art. 15 del decreto 25 settembre 2009, n. 135 (c.d. decreto Ronchi, convertito con legge 20 novembre 2009, n. 166), viene meno una norma quadro di disciplina dell’intero comparto dei servizi. Tra i principali effetti, si evidenzia la cancellazione del regime transitorio delle concessioni di gestione (servizio idrico e gestione rifiuti urbani per quanto di interesse del Gruppo), che prevedeva, per le società quotate, la loro durata fino alla scadenza stabilita nelle convenzioni di servizio originarie, a condizione di una riduzione progressiva delle quote pubbliche di capitale delle società concessionarie. L’eliminazione del transitorio, dunque della condizione limitativa, comporta una validità delle concessioni fino a naturale scadenza.

Il secondo principio abrogato dal referendum è inserito nel comma 1 dell’art. 154 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 e concerne la necessaria “adeguatezza della remunerazione del capitale investito”, quale componente della tariffa del servizio idrico integrato. Tale parziale soppressione non produce effetti sui principi comunitari di recupero integrale dei costi in tariffa, di “chi inquina paga” (ovvero la considerazione degli effetti ambientali dell’uso della risorsa), di garanzia dell’equilibrio economico-finanziario delle gestioni. Ogni intervento volto ad intaccare suddetti principi non potrà ritenersi legittimo, né potranno essere messi in discussione i profili tariffari stabili da validi rapporti contrattuali o da deliberazioni relative (accordi tariffari con Autorità d’Ambito).

Inoltre, il metodo tariffario vigente (c.d. metodo normalizzato secondo il D.M. 1.08.1996) rimane in vigore fintanto che non sarà riformato, come previsto dall’articolo 170 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152.

A tale proposito, la prossima revisione del metodo normalizzato sarà uno dei compiti della nuova Agenzia nazionale indipendente di regolazione del servizio idrico integrato, istituita con legge 12 luglio 2011, n. 106 di conversione del decreto-legge 13 maggio 2011, n. 70, concernente Semestre Europeo - prime disposizioni urgenti per l’economica.

La nuova autorità regolatrice eredita le funzioni della precedente Commissione Nazionale di Vigilanza sulla Risorse Idriche, con un ampliamento dei poteri di regolazione economica (ad esempio, approvare le tariffe predisposte dalle autorità locali competenti), limitando eventuali discrezionalità locali. L’elemento di maggiore rilievo riguarda la modalità di designazione del suo collegio, sul modello delle Autorità indipendenti ex legge n.481/95, ovvero i membri devono essere approvati dalle Commissioni parlamentari competenti con maggioranza dei due terzi.  L’indipendenza del nuovo istituto lascia presagire una possibilità di accelerare riforme finora rimaste bloccate ed un’opportunità di sviluppo per il settore.

Dal lato dei servizi energetici, il recepimento nazionale del “III Pacchetto Energia” comunitario, attraverso il decreto legislativo 1 giugno 2011, n. 93, ha introdotto rilevanti novità nella direzione di garantire sicurezza degli approvvigionamenti energetici, maggiore concorrenza, tutela dei consumatori, di stimolare la creazione di un mercato unico europeo, grazie anche al ruolo della recente Agenzia Europea per la Cooperazione dei Regolatori dell’Energia (ACER).

Tra le disposizioni previste dal decreto, si evidenziano:

  • in materia di concorrenza, norme che concernono la completa separazione funzionale delle imprese di trasporto gas. Infatti, a livello comunitario si dispone che gli Stati membri, in cui il sistema di trasporto/trasmissione appartenga a un’impresa verticalmente integrata, siano tenuti a scegliere la modalità attraverso la quale garantire l’indipendenza del trasportatore tra modelli di separazione proprietaria o funzionale. Tra le due opzioni proposte, la scelta nazionale si è orientata sulla seconda alternativa, ovvero la maggiore impresa di trasporto dovrà prevedere una separazione funzionale, creando un gestore del sistema indipendente. Tra le altre misure in materia di unbundling, si sottolinea il divieto di confusione tra marchi e politiche di comunicazione del distributore, della vendita sul mercato libero e della vendita sul mercato tutelato, all’interno di imprese verticalmente integrate. A tale proposito, si conferisce mandato all’Autorità per l’energia elettrica e il gas di emanare opportuni provvedimenti, che saranno preceduti da processi di consultazione con gli operatori;
  • in tema di gare per il servizio di distribuzione gas, l’art. 24, comma 4, del D.Lgs prevede che dalla data della sua pubblicazione in G.U. l’assegnazione delle concessioni di distribuzione potrà avvenire solo attraverso gare d’ambito, fissati nel numero di 177 dal decreto Mse-Affari Regionali in vigore dal 1° aprile 2011, ponendo pertanto fine a dubbi interpretativi in merito alla possibilità per i Comuni di procedere attraverso gare singole in attesa dell’effettiva calendarizzazione della gare di Ambito. Altri aspetti di rilievo sono; i) la previsione (a modifica del Dlgs 164/2000) del rimborso al gestore uscente a regime (ossia nei periodi successivi al primo ciclo di gare di Ambito) basata sul valore delle immobilizzazioni nette di località del servizio di distribuzione e misura calcolato secondo la metodologia della regolazione tariffaria vigente; ii) la previsione della possibilità per l’AEEG, limitatamente al primo periodo di esercizio delle concessioni assegnate per ambiti territoriali, di riconoscere in tariffa al gestore entrante l'ammortamento della differenza tra il valore di rimborso riconosciuto al gestore uscente e il valore delle immobilizzazioni nette di località calcolato secondo la regolazione tariffaria vigente;
  • norme a maggior tutela dei consumatori, sia nel mercato gas, sia nel mercato elettrico. Dal lato gas, viene precisata la definizione di clienti “vulnerabili” che includono clienti domestici, utenze relative ad attività di servizio pubblico con finalità socio-assistenziali, clienti civili e non civili con consumi inferiori a 50 mila mc annui. Dal lato elettrico, è precisato l’ambito di applicazione del regime di tutela, ovvero clienti civili e imprese in bassa tensione con meno di 50 dipendenti e fatturato annuo inferiore a 10 milioni di euro, che non scelgano un fornitore sul mercato libero, prevedendo inoltre che almeno ogni due anni vadano effettuati monitoraggi (da parte del MSE) sull’andamento del mercato e sulla sussistenza di “effettive condizioni di concorrenza”. Infine, l’Autorità per l’energia elettrica e il gas dovrà provvedere affinché il tempo di switching non superi le tre settimane e affinché ai clienti siano messi a disposizione i propri dati di consumo e informazioni trasparenti circa tariffe e condizioni economiche;
  • novità in materia di sanzioni. In particolare, analogamente a quanto accade nei procedimenti dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, viene introdotta la possibilità da parte dell’esercente di predisporre impegni vincolanti, sottoposti a verifica di validità da parte dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, entro trenta giorni dall’avvio del procedimento sanzionatorio, con l’opportunità di chiudere in tal modo il procedimento. Ciò vale anche in caso di violazione di decisioni concernenti ambiti di regolazione comunitari.


In materia di incentivazione delle fonti rinnovabili si segnala il D.Lgs 28/2011 in attuazione della direttiva 2009/28/CE con l’obiettivo di supportare lo sviluppo delle FER per conseguire il target fissato dal PAN al 2020 attraverso la completa ridefinizione e riordino dei precedenti schemi incentivanti che soffrivano di una eccessiva sedimentazione normativa dovuta alla necessità di continue correzioni per la ricerca dell’equilibrio tra sviluppo, onerosità, competizione e mercato. Il Decreto, in particolare per i meccanismi di supporto, ne definisce soprattutto i criteri e le modalità (si segnala l’abbandono progressivo del Meccansismo di incentivazione basato sui Certificati Verdi), rimandando larga parte della partita economica alla promulgazione di specifici Decreti Attuativi previsti entro il 2011. Il Decreto prevede un periodo TRANSITORIO di raccordo con la normativa attuale per gli impianti che entreranno in funzione entro il 31/12/2012. Successivamente tutti gli impianti saranno soggetti alla nuova normativa. Per quanto attiene nello specifico l’energia fotovoltaica, si rileva l’emanazione del IV Conto Energia, decreto interministeriale approvato il 5 maggio 2011, che chiarisce il modello di incentivazione in vigore dal 1 giugno 2011. Si tratta di un intervento normativo di “emergenza” conseguente al boom fotovoltaico indotto dal generoso regime incentivate del III° C.E., dal cosiddetto Decreto salva Alcoa e, soprattutto, dal parallelo crollo del costo dei moduli FV. Senza tale intervento il costo per il sostegno al settore sarebbe divenuto insostenibile (il GSE stima che già nel 2011 saranno superati gli 8.000 MW di potenza FV installata). Il testo prevede una progressiva sensibile diminuzione della tariffa incentivante, con tetti massimi di spesa complessiva per i grandi impianti dal 2011 al 2012, che si estendono agli altri impianti per il 2013-2016. L’obiettivo è giungere ad una potenza nazionale installata nel 2016 pari a 23 Gigawatt, privilegiando impianti di taglia medio-piccola ed interventi volti all’autoconsumo.

Infine, si segnala che è all’esame della Conferenza Stato-Regioni il provvedimento che definisce i Comuni compresi all’interno dei 177 ambiti di gara per il servizio di distribuzione gas, stabiliti con decreto ministeriale 19 gennaio 2011 “Determinazione degli ambiti territoriali nel settore della distribuzione del gas naturale” pubblicato in G.U. lo scorso 1 aprile. È ancora invece all’esame del Consiglio di Stato il Regolamento Criteri di Gara che rappresenta l’ultimo fondamentale “tassello” normativo in vista della future gare di ambito, essendo già stato pubblicato anche il Decreto Tutela Occupazione (G.U. 4/05/2011)

2. Regolazione

Per quanto riguarda gli sviluppi regolamentari del periodo a riferimento nel settore del gas, si segnala quanto segue:

  • con delibera ARG/gas 45/11, l’Autorità ha definito la disciplina del bilanciamento di merito economico del gas naturale, introducendo meccanismi di mercato volti ad accrescere la flessibilità e la liquidità dell’offerta. Il nuovo meccanismo prevede la nascita di una piattaforma a livello centrale (organizzata dal Gestore dei Mercati Energetici) per potere acquisire, sulla base di criteri di merito economico (ossia dell’offerta più conveniente) le risorse necessarie a bilanciare le proprie posizioni e garantire il costante equilibrio della rete, ai fini della sicurezza del sistema. In particolare, nella piattaforma gli operatori offriranno la disponibilità a ridurre o aumentare il gas immesso o prelevato dagli stoccaggi, ed il responsabile del bilanciamento, Snam rete Gas, acquisirà le risorse necessarie a garantire il costante equilibrio della rete. La decorrenza dell’applicazione della detta disciplina è stata differita con delibera ARG/gas 81/11 al primo giorno del successivo mese di dicembre;
  • è stato avviato, con delibera ARG/gas 64/11, il procedimento per la formazione di provvedimenti in materia di qualità dei servizi di distribuzione e misura del gas a valere per il periodo di regolazione 2013-2016. Si è in attesa dell’emanazione del relativo documento di consultazione;
  • con delibera ARG/gas 71/11, l’Autorità ha rimodulato il perimetro dei soggetti beneficiari del servizio di tutela per la fornitura del gas a prezzi regolati, stabilendo che, oltre ovviamente ai clienti finali domestici oggetto di risalente previsione, potranno continuare a usufruire del detto servizio le scuole, gli ospedali e le altre strutture di assistenza che svolgono in maniera riconosciuta attività di interesse generale e sociale, nonché le piccole e medie imprese con consumi non superiori a 50.000  Smc/anno;
  • sempre con riferimento al servizio di tutela, è stato avviato, con delibera ARG/gas 77/11, un procedimento per la riforma delle relative condizioni economiche di fornitura, ed in particolare della componente CCI, a partire dall’1 ottobre 2012, anche alla luce delle possibili evoluzioni di mercato legate alla prossima implementazione del bilanciamento di merito economico, nonché delle disposizioni già operative a favore della flessibilità e della concorrenza di cui al decreto legislativo n. 130/10. Si è in attesa dell’emanazione del relativo documento di consultazione;
  • la consultazione avviata dall’Autorità con il DCO 28/11 al fine di definire in modo coerente il processo di switching,semplificando le procedure degli operatori e riconoscendo, anche nel settore del gas, quale elemento cardine della procedura di sostituzione, la relazione “Punto di riconsegna - Titolare del punto”.


Per quanto concerne il settore elettrico, le maggiori novità si possono così riassumere:

  • con il DCO n. 24/11, l’Autorità ha prospettato l’introduzione di un meccanismo di reintegrazione degli oneri non recuperabili sostenuti dagli esercenti la salvaguardia di energia elettrica in relazione alla fornitura di clienti finali che, per le loro caratteristiche non possono essere disalimentati, nonché per la definizione delle modalità di recupero e della gestione del credito relativo;
  • è stato quindi pubblicato il DCO n. 29/11, che si inserisce nel procedimento avviato con delibera ARG/elt 6/11, volto alla formazione di provvedimenti in materia di tariffe per l'erogazione dei servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell'energia elettrica e di condizioni economiche per l'erogazione del servizio di connessione, per il periodo regolatorio 2012 -2015. Con tale documento di consultazione, l’Autorità, oltre a fornire un’indicazione sugli obiettivi generali perseguiti, ha proposto i primi orientamenti in relazione alla determinazione dei costi riconosciuti per i servizi di trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica. Per quanto concerne la determinazione del costo riconosciuto, e con particolare riferimento ai costi operativi, l’Autorità, in continuità con il precedente periodo di regolazione, propone un metodo parametrico, prevedendo una uniforme ripartizione delle maggiori efficienze realizzate rispetto al vincolo di ricavi fissato per il precedente periodo di regolazione (c.d. profit sharing); per quanto concerne il riconoscimento del costo relativo agli ammortamenti, l’Autorità intende adottare una valorizzazione in parte semplificata/parametrica ed in parte puntuale, calcolata cioè sugli investimenti effettivi, “per impresa”. Infine, l’Autorità intende confermare il criterio generale di valorizzazione del capitale investito secondo il metodo del costo storico rivalutato; detta valorizzazione dovrebbe tuttavia essere effettuata adottando una metodologia mista: semplificata/parametrica, per la parte di capitale relativa ai cespiti stratificati fino all’anno 2007 (in prima ipotesi) e puntuale, basata sugli investimenti effettivi dichiarati all’Autorità da ciascuna impresa, per i cespiti realizzati ed entrati in esercizio negli anni successivi; per la distribuzione tale impostazione – secondo gli intendimenti dell’Autorità – dovrebbe portare  all’individuazione di un capitale investito “per impresa”.  Per quanto concerne il tema dell’incentivazione degli investimenti, l’Autorità individua due tipologie di intervento (smart-grids e veicoli elettrici) preannunciando una successiva, specifica consultazione. Con successivi documenti di consultazione saranno affrontati, in dettaglio, i temi dei meccanismi di incentivazione finalizzati alla promozione degli investimenti, della disciplina delle condizioni economiche per il servizio di connessione, dei meccanismi perequativi, della determinazione delle tariffe e dei vincoli e della regolazione degli oneri di sistema;


Per quanto concerne infine i provvedimenti trasversali si segnala:

  • la consultazione avviata dall’Autorità con il DCO 10/11, in vista della prossima implementazione di un sistema di monitoraggio dei mercati della vendita al dettaglio dell’energia elettrica e del gas;
  • la consultazione (DCO 4/11) con cui l’Autorità intende completare la disciplina di sostituzione di un venditore ad un altro con punto di riconsegna aperto (switching)con contestuale variazione del cliente finale (c.d. voltura contrattuale);
  • la delibera ARG/com 92/11, con cui l’Autorità, a valle di una lunga e complessa attività di consultazione che si è dispiegata nel corso del primo semestre del 2011, ha sospeso la previsione della pubblicazione comparativa della performance degli esercenti la vendita di energia elettrica e di gas di risposta ai reclami scritti, avviando contestualmente una nuova fase di consultazione tra gli operatori, che dovrebbe concludersi entro il 31 marzo 2012.